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Laguna Verde e l'evoluzione di Settimo Torinese

pubblicato 22 ago 2010, 07:45 da Amministratore Di Sistema   [ aggiornato in data 22 ago 2010, 07:53 ]

Intervista al sindaco di Settimo Torinese, Aldo Corgiat - 17 marzo 2010 (avoicomunicare.it)

Video dell'intervista ad Aldo Corgiat

 Settimo Torinese è una città a vocazione industriale e quindi stiamo presentando per certi versi un paradosso. Questa è una città che negli anni cinquanta ha ospitato molte fabbriche e aziende, anche di grandi dimensioni, con tutto quello che ciò comporta anche dal punto di vista ambientale. Da vent'anni a questa parte è cambiato il ciclo: la popolazione è invecchiata, ha ritrovato delle identità locali, ha messo radici. Quella che era la migrazione degli anni cinquanta ha creato una vera e propria comunità. E quì c'è quindi il primo termine. la comunità, cioè le persone che in qualche modo sono consapevoli di se stesse. Dal punto di vista dell'amministrazione abbiamo fatto delle scelte importanti. Settimo, nella piattaforma industriale più grigia e più densa, parallelamente nasce il più grande parco dell'area metropolitana torinese. Prendiamo spunto dal fiume Po, gli mettiamo i torrenti della Stura, del Malone, e diventa il grande parco della tangenziale verde. Accanto alla tangenziale grigia nasce una tangenziale verde che collega il Parco della Mandria al Parco fluviale.

Accanto a questo facciamo delle scelte sull'energia. Investiamo molto sul teleriscaldamento, che di per se non è una tecnologia rivoluzionaria, ma se non la fa il pubblico, il privato, con quei tempi di ritorno ovviamente non la fa, e quindi diventa una città teleriscaldata, l'unica di queste dimensioni che viene teleriscaldata.

Accanto a questo ci muoviamo su un primo esperimento che prova a utilizzare l'idrogeno, realizzando sul tetto della nostra azienda municipalizzata un vero e proprio impianto di produzione di idrogeno che parta dal solare. Quindi questo ciclo virtuso: solare, estrazione dell'idrogeno dall'acqua e utilizzo dell'idrogeno diciamo per scopi quotidiani, viene realizzato sul tetto della nostra azienda.

Che cos'è il progetto laguna verde

Laguna Verde è un grande progetto di trasformazione territoriale. Parte da una scelta industriale. Noi abbiamo la fortuna di interloquire con Pirelli, che ha una forte presenza nella nostra città. Di due stabilimenti ormai a fine carriera, Pirelli decide di farne uno. Nell'area lasciata libera dal vecchio stabilimento parte una trasformazione territoriale che vogliamo sia di grande qualità. Quindi un mix funzionale, internazionalizzazione di Torino, molto verde perché si situa all'interno di questo grande parco, ma anche scelte tecnologiche. La Laguna Verde ha l'ambizione di portare su Settimo Torinese molta ricerca, quindi collegare l'idea dell'industria con l'idea del sapere e della conoscenza, e nel contempo fare scelte sostenibili: dai rifiuti, all'acqua, ai materiali da utilizzare, mi permetto di dire anche alla metodologia con cui il privato parla con il pubblico.

Quali innovazioni tecnologiche caratterizzeranno Laguna Verde

Guardi, io credo che non bisogna farsi prendere dalla trappola della discussione sulle tecnologie. Perché tipicamente si utilizzerà molto solare, si utilizzeranno le tecniche moderne per raccogliere i rifiuti, non attraverso il porta a porta come facciamo oggi, si utilizzerà ovviamente materiale che sia possibilmente rinnovabile o comunque di riutilizzo, si utilizzerà la tecnologia che in quel momento sarà la migliore. Ma bisogna a mio avviso porre l'accento sul tema proprio sulla comunità. Cioè dal momento in cui noi riusciamo, un po' con delle politiche pubbliche, un po' con delle scelte micro, a far vivere le scelte di sostenibilità alla comunità, noi creiamo una comunità sostenibile. Se la discussione è su quanto costa il chilowattora prodotto dal nucleare e il chilowattora prodotto dal solare, questa battaglia è persa. 

L'esempio di Settimo è replicabile in Italia

Io credo di si, nel senso che costa infinitamente meno in termini di politiche pubbliche, e penso che noi possiamo dimostrarlo, trasformare una comunità da una comunità di vecchia generazione ad una comunità sostenibile. Noi per fare questa trasformazione c'è un fatto culturale ma anche il fatto di dover pagare quel delta, chiamiamolo così, di inefficienza che ancora oggi hanno le tecnologie ad esempio dell'energia rinnovabile. Ma in prospettiva questo investimento che noi oggi facciamo lo recupereremo sicuramente in modo significativo che non scegliendo oggi di andare ad esempio verso strategie completamente diverse, che privilegiano una società fortemente gerarchizzata. La discussione sul nucleare è meglio farla così, perché altrimenti è una discussione solo sulle tecnologie e soprattutto senza prospettive, perché ragioneremmo solo sui dati di oggi, mentre noi dobbiamo ragionare sui dati di domani.

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